Tutto ciò che devi sapere per installare un impianto fotovoltaico a terra
Gli Impianti Fotovoltaici a Terra sono diventati sempre più rilevanti nel panorama energetico italiano, offrendo soluzioni innovative per la produzione di energia rinnovabile su larga scala. Tuttavia, l’installazione di questi impianti richiede una conoscenza approfondita delle normative, dei vincoli territoriali e delle procedure autorizzative.
In questo articolo, forniremo una panoramica generale sulle principali normative e procedure necessarie per installare un impianto fotovoltaico a terra, evidenziando gli aspetti fondamentali da considerare durante la fase progettuale. L’obiettivo è offrire una guida introduttiva per chi desidera familiarizzare con i concetti base e le fasi principali della realizzazione di un impianto, senza entrare nei dettagli delle specifiche normative regionali o procedurali.
Cosa si Intende per Fotovoltaico a Terra?
Il fotovoltaico a terra consiste nell’installazione di pannelli solari su terreni liberi, spesso organizzati in grandi parchi fotovoltaici. Questi impianti sono particolarmente adatti per la produzione di energia su larga scala, grazie alla possibilità di sfruttare superfici estese e di ottimizzare l’orientamento e l’inclinazione dei moduli per massimizzare la resa energetica.
Oltre ai classici moduli a terra, esistono anche altre tipologie di impianti, come ad esempio:
- Fotovoltaico Galleggiante: consiste nell’installazione di pannelli solari su bacini idrici, come laghi, bacini artificiali o invasi. Offrono vantaggi come la riduzione dell’evaporazione dell’acqua e il miglioramento dell’efficienza dei pannelli grazie al raffreddamento naturale fornito dall’acqua. Questa soluzione è particolarmente adatta in contesti dove il suolo è limitato o dove si vuole sfruttare la superficie dell’acqua per la produzione di energia.
- Agrivoltaico: una tipologia in costante crescita negli ultimi anni, rappresentando una soluzione innovativa che combina la produzione di energia solare con l’attività agricola, massimizzando l’uso del suolo e creando sinergie tra i due settori. In questo caso, i pannelli solari sono installati su terreni agricoli a un’altezza elevata. Ques’ultima deve essere sufficiente a permettere il passaggio di macchinari agricoli e la coltivazione del terreno sottostante, in modo da consentire la coesistenza tra la produzione di energia e le attività agricole. Questa tecnologia offre numerosi vantaggi, tra cui la protezione delle colture dagli agenti atmosferici, la riduzione dell’evaporazione dell’acqua e la possibilità di generare reddito aggiuntivo per gli agricoltori.
In Italia, l’agrivoltaico è promosso anche dal Decreto Legge n. 13/2023, che offre incentivi specifici per progetti fino a 20 kW, esentandoli dalle procedure autorizzative tradizionali e considerandoli interventi di manutenzione ordinaria. È comunque consigliabile verificare l’interpretazione e l’applicazione di tale norma a livello locale, in quanto potrebbero emergere variazioni in base alle disposizioni regionali.

Decreti di Riferimento
I decreti di riferimento per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra in Italia sono numerosi e delineano il quadro normativo entro cui operare. Uno dei principali è il Decreto Legislativo n. 28/2011 , che disciplina le procedure autorizzative per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, compresi quelli fotovoltaici. Questo decreto ha introdotto semplificazioni per gli impianti di piccola e media taglia, ma prevede requisiti più stringenti per quelli di grandi dimensioni.
Un altro riferimento fondamentale è il Decreto Legge n. 13/2023, che ha ulteriormente semplificato le procedure per gli impianti fino a 20 kW e ha promosso l’agrivoltaico attraverso incentivi specifici.
Il Decreto Ministeriale del 10 settembre 2010 definisce i criteri per l’integrazione paesaggistica degli impianti, garantendo che questi si integrino armoniosamente con il territorio circostante. Quest’ultimo è un aspetto particolarmente rilevante per i progetti in aree protette o di pregio ambientale.
Infine, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) fissa gli obiettivi nazionali per la produzione di energia da fonti rinnovabili, riconoscendo il ruolo strategico del fotovoltaico a terra nella transizione energetica del Paese. Questi decreti, insieme alle normative locali e ai piani urbanistici, costituiscono il fondamento giuridico per lo sviluppo di progetti fotovoltaici sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
Procedure Autorizzative
Le procedure autorizzative per il fotovoltaico a terra variano a seconda della potenza dell’impianto e della localizzazione del terreno.
- Per impianti di piccola taglia, con potenza fino a 20 kW, le procedure risultano generalmente più snelle, spesso basate su una semplice comunicazione al Comune o alla Regione. Tuttavia è fondamentale verificare le normative locali, poiché le soglie e le modalità autorizzative possono variare in funzione degli aggiornamenti normativi e delle specificità regionali. Questa semplificazione è stata introdotta dal Decreto Legge n. 13/2023, che equipara gli impianti fino a 20 kW a interventi di manutenzione ordinaria
- Per impianti di media taglia, con potenza compresa tra 20 kW e 50 kW, solitamente è necessaria una Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata (DILA). Questa dichiarazione deve essere presentata al Comune o alla Regione e richiede una documentazione tecnica di base, tra cui planimetrie, schemi dell’impianto e una dichiarazione di conformità alle norme tecniche e di sicurezza. La DILA deve essere redatta da un professionista abilitato e asseverata da un tecnico o ente competente, secondo le disposizioni locali.
- Per impianti di grandi dimensioni, con potenza superiore a 50 kW, è spesso richiesta una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS). Questa procedura prevede una documentazione tecnica più dettagliata, inclusa una relazione paesaggistica e, in alcuni casi, uno Studio di Impatto Ambientale (SIA). La PAS richiede il coinvolgimento di più enti, tra cui il Comune, la Regione e, in alcuni casi, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.
Per impianti di dimensioni particolarmente estese (solitamente superiori a 1 MW), è spesso richiesta una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Questa procedura prevede un’analisi dettagliata degli effetti dell’impianto sull’ecosistema circostante, con il coinvolgimento di esperti ambientali e il rilascio di un’autorizzazione specifica da parte del Ministero della Transizione Ecologica.
Vincoli da Rispettare
Prima di avviare un progetto di fotovoltaico a terra, è fondamentale verificare i vincoli normativi che potrebbero influenzare la realizzazione dell’impianto. Questi vincoli possono variare a seconda della localizzazione del terreno e delle caratteristiche del territorio.
Se il terreno o il bacino idrico si trova in un’area protetta, come un parco naturale, una zona costiera o un sito di interesse storico-culturale, è necessario ottenere un’autorizzazione specifica dalla Soprintendenza competente. In questi casi, l’impianto deve integrarsi armoniosamente con il paesaggio circostante, rispettando linee guida precise per minimizzare l’impatto visivo e ambientale.
In Italia, la normativa prevede inoltre delle restrizioni per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni classificati come SAU (Superficie Agricola Utilizzabile), ovvero la superficie potenzialmente impiegabile per attività agricole. Tuttavia, l’agrivoltaico rappresenta un’eccezione, poiché consente di mantenere la destinazione agricola del terreno.
Per il fotovoltaico galleggiante, la normativa nazionale per il fotovoltaico galleggiante è disciplinata principalmente dal D.Lgs. 28/2011, che prevede requisiti specifici per la protezione ambientale e la compatibilità con le funzioni idrauliche del bacino. Inoltre, è fondamentale consultare le linee guida tecniche emesse dall’Autorità di Bacino competente per garantire la conformità con le norme vigenti.
Infine, le norme urbanistiche locali, definite dal Piano Regolatore Generale (PRG) o dal Piano Urbanistico Generale (PUG), possono prevedere limitazioni sull’uso del suolo per impianti fotovoltaici. È quindi essenziale consultare il PRG o il PUG prima di avviare il progetto, per verificare che il terreno sia idoneo all’installazione di un impianto fotovoltaico.

Il fotovoltaico a terra rappresenta una soluzione chiave per la transizione energetica in Italia, offrendo opportunità significative per la produzione di energia rinnovabile su larga scala. Tuttavia, è fondamentale rispettare le normative vigenti e adottare un approccio progettuale attento all’impatto ambientale e paesaggistico.
Se stai valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico a terra, il primo passo è affidarsi a professionisti qualificati per la progettazione e l’installazione, in modo da garantire che il tuo impianto sia efficiente, sicuro e conforme alle leggi. Con le giuste competenze e una pianificazione accurata, il fotovoltaico a terra può diventare un pilastro fondamentale per un futuro più sostenibile.

