Tutto ciò che devi sapere per installare un impianto di accumulo di energia
Il settore degli impianti di accumulo di energia è in rapida evoluzione, con nuove tecnologie e opportunità che stanno emergendo a livello globale, rappresentando una soluzione chiave per ottimizzare l’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
Grazie a questi sistemi, è possibile immagazzinare l’energia generata da impianti ad energia rinnovabile per utilizzarla quando necessario, riducendo gli sprechi e aumentando l’autosufficienza energetica. In Italia, si prevede una crescita significativa del mercato degli accumuli, grazie alla diffusione delle comunità energetiche e alla crescente adozione di impianti fotovoltaici ed eolici.
Tuttavia, l’installazione di questi impianti richiede una conoscenza approfondita delle normative, dei vincoli tecnici e delle procedure autorizzative.
In questo articolo, forniremo una panoramica generale sulle principali normative e procedure necessarie per installare un impianto di accumulo, evidenziando gli aspetti fondamentali da considerare durante la fase progettuale. L’obiettivo è offrire una guida introduttiva per chi desidera familiarizzare con i concetti base e le fasi principali della realizzazione di un impianto, senza entrare nei dettagli delle specifiche normative regionali o procedurali.
Cosa si Intende per impianto di accumulo di energia?
Gli impianti di accumulo di energia sono sistemi che consentono di immagazzinare l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, per utilizzarla in un secondo momento. Questi sistemi sono particolarmente utili in contesti dove la produzione di energia non coincide con i momenti di maggior consumo.
È importante distinguere tra sistemi di accumulo integrati e sistemi stand-alone.
- I sistemi integrati prevedono l’integrazione diretta dell’accumulatore nell’architettura dell’impianto ad energia rinnovabile. Questo approccio, tipico delle nuove installazioni, consente una gestione ottimizzata e compatta dell’energia, riducendo le perdite e semplificando l’installazione.
- I sistemi stand-alone sono soluzioni modulari in cui il sistema di accumulo viene installato come unità separata rispetto all’impianto di produzione. Questa modalità, spesso adottata anche per impianti esistenti, offre maggiore flessibilità ma richiede interventi specifici per interfacciarlo correttamente con l’impianto e, in alcuni casi, con la rete elettrica.
La scelta tra un sistema integrato e uno stand-alone dipenderà quindi da vari fattori, tra cui il tipo di impianto esistente, le esigenze di dimensionamento, le tempistiche di installazione e gli obiettivi di ottimizzazione dell’autoconsumo.
È significativo considerare anche le soluzioni di grande scala, note come BESS (Battery Energy Storage Systems). Questi ultimi possono essere realizzati sia come sistemi stand-alone, funzionando indipendentemente dagli impianti di produzione, sia come componenti integrate nei sistemi rinnovabili, per ottimizzare la gestione dell’energia prodotta. Essi rappresentano una componente fondamentale della transizione energetica, specialmente nel contesto delle reti elettriche nazionali e regionali. Questi sistemi hanno la capacità di memorizzare quantità consistenti di energia elettrica per fornire servizi alla rete, come il bilanciamento della domanda e dell’offerta, la regolazione della frequenza e il supporto durante picchi di consumo.

Decreti di Riferimento
La normativa italiana per l’installazione di impianti di accumulo di energia è regolata da diversi decreti e leggi, che definiscono le procedure autorizzative e i criteri per l’integrazione con la rete elettrica.
- Il Decreto Legislativo n. 28/2011, stabilisce il quadro normativo generale per la realizzazione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Si applica anche agli impianti integrati con sistemi di accumulo, sebbene quest’ultimi richiedano, per via specifica, l’integrazione di normative tecniche dedicate.
- La CEI 0-21, che stabilisce le modalità di connessione degli impianti alla rete elettrica. Definisce requisiti tecnici e protocolli di prova in linea con gli standard internazionali. Questa normativa garantisce la compatibilità dei sistemi di accumulo con il sistema elettrico nazionale.
- La CEI 0-16, che si concentra sui requisiti di sicurezza elettrica. Garantisce che gli impianti siano installati e gestiti in modo da prevenire rischi come cortocircuiti o sovratensioni.
- La CEI 62619:2017, una normativa specifica per batterie industriali secondarie utilizzate in applicazioni stazionarie, che include requisiti dettagliati sulla sicurezza operativa e ambientale.
- il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2022 n. 63 introduce requisiti specifici per la sicurezza antincendio degli impianti di accumulo, soprattutto per quelli di grandi dimensioni. Questo decreto impone l’installazione di sistemi di rilevamento e spegnimento automatico degli incendi, nonché la predisposizione di aree di sicurezza attorno alle strutture di accumulo.
- Il Decreto Ministeriale del 4 luglio 2019 e il Decreto Legge n. 13/2023 hanno semplificato l’iter autorizzativo per gli impianti di accumulo di energia, in particolare per quelli di piccola taglia. Le soglie di potenza tradizionalmente adottate nella disciplina fotovoltaica, sono state trasposte anche al settore degli impianti di accumulo. Tuttavia sono stati introdotti criteri procedurali specifici per questi sistemi, tenendo conto delle loro peculiari caratteristiche tecniche e operative.
Vincoli da Rispettare
Prima di avviare un progetto di impianto di accumulo di energia, è fondamentale verificare i vincoli normativi che potrebbero influenzare la realizzazione del sistema. Questi vincoli possono variare a seconda della tipologia di impianto, della sua potenza e della localizzazione.
Uno degli aspetti più importanti da considerare è la conformità alle norme tecniche e di sicurezza. Gli impianti di accumulo di energia devono rispettare non solo le disposizioni generali per la sicurezza degli impianti elettrici previste dal D.M. 37/2008, aggiornato con il Decreto 29 settembre 2022, n. 192, ma anche le specifiche normative integrate che regolano i sistemi di accumulo. A tal fine, si applicano le norme CEI 0-21 e CEI 0-16, unitamente alle delibere e alle Regole Tecniche del GSE. Queste ultime definiscono i requisiti tecnici e le procedure per la connessione, la sicurezza e il corretto funzionamento degli impianti di accumulo. È necessario, quindi, garantire la corretta progettazione, installazione e manutenzione, per prevenire rischi come cortocircuiti o incendi.
Inoltre, le norme urbanistiche locali, definite dal Piano Regolatore Generale (PRG) o dal Piano Urbanistico Generale (PUG), possono prevedere limitazioni sull’installazione di impianti di accumulo, soprattutto se di grandi dimensioni. È quindi essenziale consultare il PRG o il PUG prima di avviare il progetto.
Per impianti di accumulo collegati alla rete, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è responsabile della verifica della conformità tecnica e dell’erogazione degli incentivi. La documentazione si invia quindi al GSE e, parallelamente, il Gestore della Rete di Distribuzione (GRD), attraverso il sistema GAUDÌ di Terna, gestisce la connessione degli impianti e fornisce i dati di misura aggiornati, garantendo la corretta contabilizzazione dell’energia prodotta, immessa in rete e prelevata dal sistema di accumulo. La sinergia tra GSE e GRD è fondamentale per assicurare che gli incentivi vengano erogati in maniera corretta e che gli impianti rispettino tutti i requisiti normativi e tecnici.
Per impianti di accumulo di grandi dimensioni, è inoltre necessario rispettare le normative ambientali e, in alcuni casi, presentare una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Procedure Autorizzative
Le procedure autorizzative per gli impianti di accumulo di energia dipendono dalla potenza dell’impianto e dalla sua configurazione. Di seguito vengono illustrati i principali iter procedurali per ciascuna fascia di potenza:
- Per impianti di piccola taglia (fino a 20 kW): Non è richiesta alcuna autorizzazione specifica. Tuttavia, è necessario inviare una comunicazione al Comune o alla Regione prima di avviare i lavori, come previsto dal Decreto Legge n. 13/2023. Inoltre, è obbligatoria la registrazione nell’apposito registro degli impianti produttori di energia elettrica.
- Per impianti di media taglia (da 20 kW a 50 kW): È richiesta una DILA, da presentare al Comune o alla Regione. La DILA deve essere accompagnata da una documentazione tecnica di base, comprensiva di planimetrie, schemi dell’impianto e dichiarazione di conformità alle norme tecniche e di sicurezza. Inoltre, per queste fasce di potenza potrebbe essere necessaria un’autorizzazione ambientale semplificata.
- Per impianti di grandi dimensioni (oltre 50 kW): È richiesta solitamente una PAS, che prevede una documentazione tecnica più dettagliata, tra cui relazione paesaggistica e, in alcuni casi, una VIA. Per impianti superiori a 100 kW, è necessaria una specifica valutazione dell’impatto sulla rete elettrica da parte del Gestore della Rete di Distribuzione (GRD), attraverso il sistema GAUDÌ di Terna.
Indipendentemente dalla potenza, se l’impianto di accumulo è collegato alla rete elettrica, è necessario presentare una richiesta di connessione al GRD e ottenere l’approvazione del progetto. Questa fase è cruciale per garantire la compatibilità tecnica dell’impianto con la rete esistente e per assicurare la corretta contabilizzazione dell’energia immessa e prelevata.

Gli impianti di accumulo di energia rappresentano una soluzione chiave per la transizione energetica in Italia, offrendo opportunità significative per ottimizzare l’uso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Tuttavia, è fondamentale rispettare le normative vigenti e adottare un approccio progettuale attento alla sicurezza e all’efficienza.
Se stai valutando l’installazione di un impianto di accumulo, il primo passo è affidarsi a professionisti qualificati per la progettazione e l’installazione, in modo da garantire che il tuo sistema sia efficiente, sicuro e conforme alle leggi. Con le giuste competenze e una pianificazione accurata, gli impianti di accumulo possono diventare un pilastro fondamentale per un futuro più sostenibile.

