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Agrovoltaico in area mediterranea: qual è l’inclinazione ottimale?

Inclinazione moduli agrovoltaico

Qual è l’inclinazione giusta per un impianto agrovoltaico nel Mediterraneo? La risposta non è banale: dipende dal compromesso tra produzione energetica, ombreggiamento e uso agricolo del suolo. In questo approfondimento, analizziamo studi e dati per capire come progettare al meglio.

L’agrovoltaico nel contesto mediterraneo: un equilibrio delicato

L’agrovoltaico non è solo fotovoltaico in campagna. È una forma avanzata di integrazione energetica e agricola che impone criteri progettuali specifici, diversi da quelli del fotovoltaico tradizionale. In particolare, nel contesto mediterraneo, caratterizzato da forte irraggiamento e stress idrico estivo, l’inclinazione dei moduli gioca un ruolo chiave.

L’obiettivo non è solo massimizzare la resa energetica, ma anche ottimizzare la luce e l’ombra per la coltivazione, mantenere la biodiversità, e ridurre l’evaporazione del suolo.

Il parametro chiave: l’inclinazione dei moduli

Nel fotovoltaico tradizionale si cerca l’inclinazione che massimizza la produzione annua, spesso tra i 25° e i 35°, a seconda della latitudine. Ma nell’agrovoltaico:

  • L’inclinazione modifica l’ombreggiamento al suolo
  • Determina quando e quanto sole raggiunge le colture
  • Impatta sulla ventilazione, sull’albedo e sulla fotosintesi

Dunque, la scelta non può basarsi solo sull’efficienza energetica, ma deve tenere conto delle esigenze delle colture (es. vite, ortaggi, grano, foraggi ecc.).

Gli studi condotti: dati e simulazioni

Uno studio recente condotto su impianti agrovoltaici a Palermo, Cagliari, Lecce e Foggia ha messo a confronto diverse inclinazioni:

  • 10° (quasi orizzontale)
  • 25° (inclinazione standard FV)
  • 40° (maggiore ombreggiamento e captazione solare estiva)

Risultati energetici:

InclinazioneProduzione annua (kWh/kWp)Ombreggiamento medio (%)
10°Alta in estate, bassa in inverno~25%
25°Bilanciata~35%
40°Più ombra al suolo~45%

Cosa significa per l’agricoltura?

  • Inclinazione bassa (10°)
    • Maggiore luce per le colture, ma meno protezione dallo stress termico
    • Buona per piante fotofile (che amano la luce diretta)
  • Inclinazione standard (25°)
    • Buon compromesso tra produzione elettrica e agricoltura
    • Adatta a colture miste o di tipo stagionale
  • Inclinazione alta (40°)
    • Più ombreggiamento, utile per colture sensibili alla siccità (es. lattuga, spinaci)
    • Maggiore protezione dal surriscaldamento del suolo

Considerazioni progettuali: non solo angoli, ma anche layout

L’inclinazione è importante, ma va valutata in combinazione con:

  • Altezza da terra dei moduli
  • Distanza tra le file
  • Orientamento (sud, est-ovest)
  • Dinamismo (sistemi a inseguimento o fissi)

Ad esempio, un impianto con inclinazione 25° ma molto alto da terra crea ombreggiamento “morbido”, utile per le colture. Un layout troppo denso può invece ridurre eccessivamente la radiazione utile.

Il fattore climatico mediterraneo

In Italia centro-meridionale e nelle isole, le estati sono lunghe e secche. In questi contesti:

  • Un’inclinazione più ripida (30–40°) può proteggere meglio il suolo dall’eccessiva evaporazione
  • Favorisce la raccolta dell’acqua piovana lungo i bordi dei moduli
  • Può creare microclimi sotto ai pannelli, migliorando la resilienza delle colture

Linee guida per progettare un impianto agrovoltaico efficiente

Obiettivo agricoloInclinazione consigliata
Colture fotofile (grano, pomodoro)10°–20°
Colture sensibili alla siccità30°–40°
Mix stagionale (orto, foraggio)20°–30°
Protezione da stress termico35°–45°

L’impatto sul business plan agrovoltaico

L’inclinazione influenza anche:

  • La quantità di energia vendibile o autoconsumabile
  • Il profilo orario di produzione
  • La compatibilità con contratti PPA o autoconsumo agricolo

Un progetto con inclinazione sub-ottimale può produrre meno energia ma valorizzare di più l’agricoltura, e questo potrebbe essere premiato nei futuri decreti FER agrovoltaici, che daranno punteggi su criteri ambientali e agricoli.

Tecnologie in evoluzione: tracking e moduli bifacciali

Alcuni operatori stanno sperimentando:

  • Moduli bifacciali inclinati a 10–15°, che raccolgono anche la luce riflessa dal terreno
  • Strutture a inseguimento mono-assiale verticale, che seguono il sole e cambiano inclinazione in base alla stagione
  • Sistemi “intelligenti” che modificano la posizione in base alle colture sottostanti

Casi studio reali in area mediterranea

  • Spagna (Murcia): inclinazioni 35°, colture protette dal caldo estremo
  • Puglia: layout 3 metri tra le file, inclinazione 25°, colture miste in rotazione
  • Sardegna: esperimento con moduli bifacciali a 15° per ridurre stress idrico

Conclusioni

Non esiste una sola inclinazione “ottimale” per l’agrovoltaico. In area mediterranea serve un approccio su misura, che tenga conto di:

  • Tipologia di coltura
  • Obiettivi agronomici
  • Clima locale
  • Strategia di valorizzazione energetica

L’agrovoltaico non è un impianto solare in campagna. È una forma di co-produzione intelligente tra cibo ed energia, e l’inclinazione dei moduli è uno dei primi e più importanti elementi da progettare bene.

🔗 Fonti utili

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