Decreto Fer Z, ancora in fase di valutazione politica, segna una svolta nel modo in cui lo Stato italiano sosterrà le energie rinnovabili. Dal supporto asset-based si passa a un modello più flessibile, integrato e decentralizzato. Ecco cosa cambia davvero, come si inserisce nel PNRR e quali opportunità apre per eolico, fotovoltaico e batterie.
Fer Z: cos’è e perché rappresenta una svolta strategica per le rinnovabili
Il Decreto Fer Z, attualmente in fase di definizione politica, è uno degli strumenti più attesi della transizione energetica italiana. La sua introduzione è citata nel Documento di Finanza Pubblica (Dfp) 2025, trasmesso alle Camere e alla Commissione europea, e rappresenta un punto chiave nel pacchetto di riforme legate al PNRR.
Il Fer Z introduce un cambio di paradigma radicale: invece di incentivare la produzione di energia da singoli impianti (modello asset-based), come avviene oggi con il Fer X, si passa a un modello in cui gli incentivi saranno legati ai profili di produzione di portafogli di impianti.
In cosa si differenzia Fer Z da Fer X?
| Fer X | Fer Z |
|---|---|
| Incentivi legati a un singolo impianto | Incentivi basati su portafogli multipli di produzione |
| Supporto asset-based | Modello decentralizzato, disaccoppiato dagli asset |
| Adatto a grandi progetti | Più flessibile per sviluppatori, PPA, mix tecnologici |
In pratica, l’operatore potrà combinare diverse tecnologie – ad esempio fotovoltaico + batterie o eolico + idrogeno – per generare un profilo di produzione target che potrà essere incentivato in blocco. Questo aumenta l’efficienza, riduce il rischio di overbuilding e permette una gestione più smart del sistema elettrico.
Fer Z nel quadro normativo: cosa dice il Documento di Finanza Pubblica
Il Dfp 2025 (Sezione I, p. 188 e seguenti) definisce Fer Z come parte del nuovo approccio del Governo per favorire un sistema energetico:
- più resiliente
- più decarbonizzato
- più interoperabile
Fer Z rientra nel pilastro delle riforme strutturali del PNRR, insieme ad altri decreti in corso di preparazione o aggiornamento:
- Nuovo Conto Termico
- Decreto Oiert sulle rinnovabili termiche
- Decreto Fer-T per l’energia termica da FER di grande taglia
- Revisione del meccanismo dei Certificati Bianchi
- Aggiornamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica
Quali vantaggi porterà Fer Z agli operatori del mercato?
Il nuovo approccio offre maggiore flessibilità a chi sviluppa, finanzia o acquista energia rinnovabile. Tra i benefici attesi:
- Incentivi su misura per mix tecnologici (FV, eolico, storage, idrogeno)
- Maggiore integrazione con i PPA e i meccanismi di capacity market
- Riduzione dei rischi di sbilanciamento
- Accesso facilitato per nuovi attori e investitori istituzionali
Fer X transitorio già attivo: a che punto siamo?
In attesa del Fer Z, è entrato in vigore il Fer X “transitorio”, che prevede aste e contingenti per le tecnologie rinnovabili mature (FV a terra, eolico onshore, mini-idroelettrico). Tuttavia:
- Le procedure autorizzative restano complesse
- La Commissione Europea sta ancora valutando Fer X “a regime”
- I contingenti sono stati pubblicati, ma restano limiti di accesso
Fer Z punta a superare questi ostacoli con un modello più dinamico e integrato, anche in vista dell’obiettivo di 85 GW di nuove rinnovabili al 2030 previsto dal PNIEC aggiornato.
E gli altri strumenti in arrivo? Ecco cosa prevede il Governo
Secondo il Dfp, il governo è al lavoro anche su altri provvedimenti rilevanti per il mondo dell’energia:
Nuovo Conto Termico
- Ampliamento dei beneficiari
- Estensione degli interventi ammissibili
- Revisione dei massimali di spesa
Decreto Oiert (rinnovabili termiche)
- Incentivare la vendita di energia termica da FER per riscaldamento e raffrescamento
- Nuovo obiettivo per la quota FER nei consumi termici
Decreto Fer-T
- Aste per progetti di produzione termica rinnovabile su larga scala
- Integrazione con i settori edilizi e industriali
Certificati bianchi
- Semplificazione della procedura
- Rilancio del meccanismo per promuovere l’efficienza energetica
Fer Z e il ruolo crescente dei PPA: nasce una piattaforma nazionale
Una delle innovazioni più strategiche contenute nel Dfp riguarda la creazione di una piattaforma nazionale per i PPA (Power Purchase Agreement). Il sistema prevede:
- Una struttura di garanzia statale, gestita dal GSE
- Il GSE potrà agire come “garante di ultima istanza”
- Possibile estensione dell’Energy Release 2.0 con il GSE come fornitore diretto di energia verde a imprese energivore
Obiettivo: dare stabilità ai contratti di lungo termine e facilitare l’accesso delle PMI al mercato delle rinnovabili.
E il ruolo dello storage? Fer Z potrebbe incentivarlo indirettamente
Pur non prevedendo incentivi diretti allo storage, Fer Z potrebbe premiare i portafogli che integrano batterie, premiando:
- Profili di produzione più stabili
- Dispacciabilità
- Bilanciamento dei picchi di rete
Questo approccio è coerente con la strategia europea di favorire l’accumulo energetico per la gestione ottimizzata della rete.
Novità legislative in arrivo: focus su CCS, idrogeno e metano
Tra i disegni di legge collegati alla Legge di Bilancio 2025, il Dfp menziona un’importante delega legislativa per:
- Regolamentare la Carbon Capture & Storage (CCS)
- Sviluppare un quadro normativo per l’idrogeno verde
- Rivedere l’assetto regolatorio dell’energia
- Implementare un sistema di monitoraggio e riduzione delle emissioni di metano
Dati macroeconomici e vincoli di bilancio: cosa aspettarsi?
Il contesto economico in cui si inserisce Fer Z è complesso. Il Dfp evidenzia:
- PIL previsto in crescita dello 0,6% nel 2025
- Deficit stabile al 3,3%
- Lieve aumento del debito nel breve, per poi scendere dal 2027
Il Governo punta a bilanciare transizione ecologica e sostenibilità fiscale, usando strumenti flessibili come Fer Z per mobilitare capitali privati senza pesare sul bilancio pubblico.
Conclusione: Fer Z come leva strategica per una transizione più moderna e competitiva
Il Decreto Fer Z rappresenta una svolta culturale e tecnica. Supera il modello rigido degli incentivi per singoli impianti e abbraccia la logica del sistema e del portafoglio, offrendo:
- Più flessibilità agli operatori
- Maggiore integrazione tra tecnologie
- Connessione diretta con il mercato dei PPA
Una riforma potenzialmente decisiva per accelerare la transizione energetica italiana nei tempi stretti imposti da UE e PNIEC.

