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Italian Geothermal Forum: La Geotermia Italiana Tra Ambizioni e Ostacoli

Logo dell'Italian Geothermal Forum 2025: simbolo con onde termiche e testo su sfondo verde

L’Italian Geothermal Forum è stato il primo appuntamento dedicato interamente alla geotermia italiana, nato per colmare un vuoto di confronto tra stakeholder. Organizzato l’11 e 12 marzo 2025 a Roma presso il Centro Congressi “Auditorium della Tecnica”, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lazio, il Forum ha messo a sistema esperienze territoriali, analisi tecniche e proposte politiche.

Organizzato da In Fieri e Mirumir, l’evento ha riunito istituzioni, aziende ed esperti per delineare una strategia condivisa su una risorsa chiave per la transizione energetica.

Tra gli obiettivi principali: sbloccare progetti fermi da anni, semplificare gli iter autorizzativi e integrare la geotermia con l’estrazione di minerali strategici.

Il Potenziale Inespresso e le Barriere da Superare

L’Italia vanta un potenziale geotermico stimato in 500 Mtep entro i primi 5 km di profondità, sufficiente a coprire oltre quattro volte il fabbisogno nazionale di elettricità e calore. Nonostante ciò, la crescita del settore è stata quasi nulla nell’ultimo decennio, ostacolata da una burocrazia complessa e dalla mancanza di incentivi certi.

La Toscana rappresenta un’eccezione virtuosa: con 34 centrali attive, produce 6,1 TWh annui, coprendo il 33% della domanda elettrica regionale. Tuttavia, replicare questo modello su scala nazionale richiede interventi urgenti, come l’avvio delle aste del Decreto FER 2, ancora in fase di stallo dopo anni di attesa.

La Visione del Ministro Fratin: Oltre l’Energia, una Miniera di Risorse

In un intervento chiave, il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha delineato una visione innovativa: “La geotermia non è solo energia pulita, ma un giacimento di minerali critici, come il litio estratto dalle brine. Stiamo mappando i siti nazionali per integrare queste risorse nella filiera strategica”. Una prospettiva che trasforma gli impianti in infrastrutture multifunzionali, accelerando la transizione verde e riducendo la dipendenza da importazioni.

Tuttavia, servono investimenti in ricerca, soprattutto per le tecnologie di profondità (fino a 5.000 metri), e un quadro normativo europeo.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente, parla al podio del Forum con slide di sfondo su geotermia e decarbonizzazione
Gilberto Fratin, ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, all’Italian Geothermal Forum. credit: Facebook

Le Priorità Emerse: Dal Piano Nazionale agli Investimenti

Il Forum ha identificato tre priorità per il futuro:

  1. Un piano d’azione nazionale, in linea con la strategia geotermica europea approvata dal Parlamento UE a febbraio 2025.
  2. Sgravi fiscali e garanzie pubbliche per attrarre investitori privati, oggi frenati da rischi esplorativi e rendimenti incerti.
  3. Incentivi alla filiera industriale, dalla formazione di tecnici specializzati allo sviluppo di pompe di calore e geoscambio.

Il tutto, mentre il settore attende con ansia l’avvio delle aste del Decreto FER 2, ancora fermo dopo cinque anni di attesa, e mentre l’Europa punta a triplicare la capacità geotermica entro il 2035, aumentando il rischio per l’Italia di restare indietro senza una regia politica decisa.

Un Bivio per la Transizione Energetica Italiana

L’Italian Geothermal Forum ha acceso un faro sulle potenzialità della geotermia italiana, ma ha anche messo in guardia sui rischi di un’occasione mancata. Con una domanda elettrica in crescita e target di decarbonizzazione sempre più stringenti, l’Italia non può permettersi di ignorare una risorsa costante, pulita e diffusa su tutto il territorio.

La palla passa ora al Governo: le prossime mosse normative diranno se il Forum è stato un punto di partenza o l’ennesima discussione senza seguito.

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