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Incentivi rinnovabili termiche: cosa cambia con il decreto FER-T

un grande impianto solare termico che beneficia degli incentivi rinnovabili termiche, con pannelli riflettenti allineati sotto il sole per produrre energia pulita

Linee guida, obiettivi e tempistiche per la transizione energetica termica in Italia

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha ufficialmente avviato una consultazione pubblica per definire un nuovo meccanismo di incentivazione dedicato alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili su larga scala. Questo provvedimento, noto come decreto FER-T, rappresenta un passo fondamentale verso il raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione delineati nel PNIEC al 2030. La scadenza per la presentazione delle osservazioni è fissata al 21 aprile 2025.

L’impatto degli incentivi rinnovabili termiche sul settore energetico

Gli incentivi rinnovabili termiche introdotti dal decreto FER-T mirano a sostenere progetti di grandi dimensioni, complementari rispetto al Conto Termico, che già copre interventi di piccole dimensioni. Il meccanismo si rivolge a impianti con potenza termica superiore a 2 MWt, alimentati da fonti rinnovabili come solare termico, geotermico, bioenergie (biomassa solida, biogas, bioliquidi) e pompe di calore.

Uno degli aspetti più innovativi del decreto è l’introduzione di aste competitive al ribasso, basate sul principio “pay as bid”. Attraverso queste procedure, verranno assegnati incentivi sotto forma di tariffe premio decennali, legate alla produzione effettiva di energia termica. Questo approccio competitivo punta a massimizzare l’efficienza degli investimenti e garantire un adeguato ritorno economico ai soggetti partecipanti.

I beneficiari degli incentivi rinnovabili termiche includono una vasta gamma di attori: dalle imprese private alle ESCO, dalle Comunità Energetiche Rinnovabili agli enti pubblici. Un elemento importante è che le CER dovranno avvalersi di ESCO certificate o EGE (Esperti in Gestione dell’Energia) per accedere ai finanziamenti. Questo requisito assicura che i progetti siano sviluppati secondo standard tecnici elevati, promuovendo soluzioni integrate e innovative.

Le tipologie di impianti ammissibili sono state definite con precisione nei documenti ministeriali. Tra questi figurano:

  • Impianti solari termici con superficie superiore a 2.500 m²;
  • Generatori di calore alimentati da bioenergie con potenza termica superiore a 2.000 kWt;
  • Pompe di calore elettriche o a gas con potenza termica utile superiore a 2.000 kWt;
  • Impianti geotermici con potenza termica superiore a 2.000 kWt.

Questi sistemi saranno utilizzati principalmente per il riscaldamento di edifici, piscine o serre, la produzione di acqua calda sanitaria, la generazione di calore industriale e l’integrazione in reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento.

Tempistiche e modalità di partecipazione

La consultazione sugli incentivi rinnovabili termiche è aperta fino al 21 aprile 2025. Per partecipare, gli interessati devono compilare il modulo disponibile sul sito del MASE e inviarlo tramite PEC all’indirizzo dee@pec.mase.gov.it , specificando nell’oggetto: “Consultazione – DM FER-T”.

Come dichiarato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, il decreto FER-T si inserisce in un contesto più ampio di politiche energetiche volte a ridurre le emissioni di gas serra e promuovere un uso più efficiente delle risorse. Il meccanismo competitivo di incentivazione, infatti, non solo sostiene la crescita del settore delle rinnovabili termiche, ma favorisce anche l’adozione di tecnologie avanzate in grado di migliorare la prestazione energetica degli edifici e massimizzare l’autoconsumo di energia rinnovabile.

Prospettive future e sfide del settore

Il nuovo regime di incentivi rinnovabili termiche rappresenta un’opportunità significativa per accelerare la transizione energetica in Italia. Tuttavia, alcune sfide restano aperte. Ad esempio, sarà fondamentale garantire che le procedure di accesso alle aste siano trasparenti ed equilibrate, evitando discriminazioni tra operatori di diverse dimensioni. Inoltre, sarà cruciale monitorare l’efficacia degli incentivi nel lungo termine, valutando se gli obiettivi di produzione energetica e riduzione delle emissioni vengono effettivamente raggiunti.

Un altro aspetto da considerare riguarda l’integrazione delle rinnovabili termiche con altre tecnologie energetiche, come l’idrogeno verde. Sebbene questa fonte sia ancora troppo costosa per essere ampiamente adottata, potrebbe diventare un pilastro del mix energetico futuro. Investire oggi nelle rinnovabili termiche significa creare le basi per un sistema energetico sempre più flessibile e sostenibile.

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