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Guida Pratica – 3. Valutare il proprio fabbisogno energetico

Vista ravvicinata di un rotolo di progettazione, un tablet che mostra un grafico con la scritta 'Production', e un impianto fotovoltaico sullo sfondo. L’immagine rappresenta la fase di pianificazione e il monitoraggio dell’energia solare prodotta.

Benvenuti al terzo capitolo della nostra Guida Pratica per l’acquisto di un Impianto Fotovoltaico!

Hai mai pensato che il primo passo per un impianto fotovoltaico di successo è conoscere esattamente cosa serve alla tua casa? Immagina di preparare una cena per 10 persone senza sapere quanti ospiti verranno. Rischi di cucinare troppo poco… o di sprecare cibo. Valutare il fabbisogno energetico è esattamente questo: capire “quanta energia serve” prima di “accendere i fornelli” del fotovoltaico.

Ma come si fa? Partiamo da due numeri che sembrano uguali ma non lo sono: kWh e kWp.

kWh vs kWp: La differenza che fa la differenza

Sembra un gioco di parole, ma sono due unità di misura distinte che rispondono a domande diverse.

Il kWp (kilowatt di picco) misura la potenza massima dell’impianto, ovvero quanta energia può produrre in condizioni ideali (sole a picco, temperatura di 25°C, assenza di ombre). È come la “cilindrata” dell’impianto: un’auto da 150 cavalli può andare più veloce, ma non sempre li usa. Allo stesso modo, un impianto da 3 kWp può generare fino a 3 kW di potenza istantanea, ma solo in giornate perfette.

Il kWh (kilowattora) è invece l’energia effettivamente prodotta o consumata nel tempo. Se lasci accesa una lampadina da 100 watt (0,1 kW) per 10 ore, consumi 0,1kW * 10h = 1 kWh.

Se stiamo parlando di kWh/kWp intendiamo che ogni kWp di potenza, genera TOT kWh di energia.

Quali dati servono per il calcolo dell’impianto fotovoltaico?

I dati essenziali di cui abbiamo bisogno sono semplici e disponibili: basta partire dalle bollette, guardare il cielo (o meglio, il tuo tetto) e capire come vivi la tua casa.

1. Valutazione del consumo energetico

Per iniziare, abbiamo bisogno dei consumi mensili degli ultimi 12 mesi. Questo perché i consumi energetici variano stagionalmente e utilizzare solo pochi mesi potrebbe distorcere il calcolo del fabbisogno annuo.
Raccogli, quindi, le bollette degli ultimi 12 mesi. Se non le hai tutte, controlla sull’ultima bolletta o su quella di dicembre: molte compagnie riportano i consumi mensili degli ultimi 12 mesi in dettaglio.
Sommando questi valori, ottieni il consumo energetico annuo in kWh. Ad esempio, una famiglia media italiana consuma tra 2.500 e 3.500 kWh all’anno, ma questo valore varia in base a elettrodomestici, abitudini e numero di persone.

Teoricamente, per dimensionare l’impianto, basterebbe dividere il consumo annuo per i kWh prodotti annualmente da un kWp di pannelli (es: 1.200-1.600 kWh/kWp a seconda della zona).
Tuttavia, c’è un problema: l’energia solare va usata subito o torna in rete. Di notte, quando i pannelli non producono, sei costretto a prelevare energia dalla rete, pagandola al prezzo pieno. Ed ecco il nodo: vendere energia al GSE (il Gestore dei Servizi Energetici) frutta meno rispetto a quanto paghi per comprarla. Il tuo obiettivo è quindi massimizzare l’autoconsumo, cioè usare l’energia prodotta in tempo reale.

Per farlo, analizza le fasce orarie F1, F2, F3 sulla bolletta:

  • F1 (lun – ven 8-19): sono le ore più soleggiate, quindi quando l’impianto produce di più.
  • F2 (lun – ven 7-8 e 19-23 + sab 7-23) e F3 (lun – sab 23-7 + festivi 24h): sono, nel complesso, le ore più buie, dove l’impianto è fermo.

Se noti che il 30-40% del consumo avviene in F2/F3, hai due opzioni:

  1. Spostare l’uso di elettrodomestici nelle ore diurne (utile comunque anche a chi ha valori alti in F1).
  2. Installare una batteria di accumulo per immagazzinare l’energia prodotta di giorno e usarla la sera.

Senza questa analisi, rischi di dimensionare un impianto che produce tanto, ma ti lascia dipendente dalla rete proprio quando l’energia costa di più.

Bollette elettriche disposte su un tavolo con una calcolatrice sopra. L’immagine simboleggia l’analisi dei consumi e la valutazione economica per l’installazione di un impianto fotovoltaico.

2. Variazione in base alla posizione geografica

Il sole non “splende uguale” in tutta Italia. La posizione geografica determina quanta energia può produrre un impianto. Generalmente, un kWp di pannelli genera:

  • 1.200 kWh/anno al Nord
  • 1.400 kWh/anno al Centro
  • 1.600 kWh/anno al Sud

Quindi, se consumi 3.000 kWh/anno e vivi al Nord, un impianto da 3 kWp copre il tuo fabbisogno. Al Sud, invece, potresti produrre più energia del necessario, che potrai vendere al GSE o immagazzinare in batterie.
In questo frangente possiamo usare mappe di irraggiamento generiche, come Global Solar Atlas ma facendo attenzione: ad esempio, in montagna o in zone con frequenti nebbie, la produzione può ridursi del 15-20%.

Mappa dettagliata dell’Italia con uno spillo in una zona specifica. Rappresenta le differenze di posizioni nel calcolo l’irraggiamento solare.

3. Il tipo di tetto, l’orientamento e lo spazio disponibile

Non tutti i tetti sono uguali, e la loro struttura influisce sull’installazione dei pannelli:

  • Tetti inclinati: sono caratterizzati da una pendenza variabile (solitamente tra 20° e 45°) e permettono di fissare i pannelli senza necessità di supporti aggiuntivi.
  • Tetti piani: Necessitano di strutture inclinate aggiuntive (dette “supporti inclinati”) per ottimizzare l’esposizione al sole. Queste soluzioni, però, aumentano leggermente i costi e lo spazio occupato.

A loro volta, i tetti inclinati possono essere solitamente:

  • in tegole: I più comuni in Italia, permettono un fissaggio semplice grazie a ganci universali. Sono ideali per installazioni standard.
  • in lamiera o cemento: Richiedono staffe specifiche per garantire stabilità, soprattutto in zone ventose.
Tre immagini affiancate mostrano diversi tipi di tetti: tetto inclinato in lamiera (sinistra), tetto piano in cemento (centro), tetto inclinato con tegole (destra). Illustra le strutture idonee per l’installazione di pannelli fotovoltaici.
Dall’alto, da sinistra a destra: tetto inclinato in lamiera, tetto piano in cemento, tetto inclinato con tegole

L’orientamento ideale per i pannelli in Italia è verso sud, poiché massimizza l’esposizione ai raggi solari nell’arco della giornata. Se il tetto è orientato a sud-est o sud-ovest, la produzione si riduce solo del 5-8%, mentre esposizioni a est o ovest comportano una perdita del 10-15%. I tetti rivolti a nord, invece, sono sconsigliati dove possibile, perché l’efficienza si riduce anche del 30%.

L’inclinazione ottimale varia tra 25° e 35°, ma può essere adattata in base alla stagionalità:

  • Zone calde (es: Sicilia): Un’inclinazione di 25-30° favorisce la produzione estiva.
  • Zone fredde (es: Alpi): Un’inclinazione di 35° cattura più energia in inverno, quando il sole è più basso.

Per calcolare lo spazio richiesto, considera che 1 kWp di potenza occupa circa 6 m² con pannelli standard e con tetto a falda. Quindi, ad esempio, un impianto da 3 kWp ha bisogno di circa 18 m² di tetto libero, mentre un impianto da 5 kWp di 30 m².

In ultimo, bisogna considerare anche gli ombreggiamenti: alberi, camini, parapetto o antenne possono ridurre la produzione fino al 25% ed è per questo che si cerca di tenere i pannelli il più lontano possibile da possibili ostacoli per la luce.

Un’ultima cosa che spesso viene ignorata: la portanza del tetto. Nonostante ormai si siano raggiunti pesi sempre più bassi, un impianto da 3 kWp può pesare fino a 150-200 kg ed è importante valutare anche la resistenza del tetto.

Esempio pratico: Mettiamo i numeri sul tavolo

Consumo energetico: Da bollette, il consumo risulta essere di 4.200 kWh annui, di cui il 40% in fasce F2/F3 (sera/notte). Ciò significa che 2.520 kWh sono utilizzati di giorno, quando l’impianto può produrre energia.

Posizione geografica: L’abitazione si trova a Firenze (Centro Italia), dove osserviamo che la produttività è di 1.400 kWh/kWp, e quindi ogni kWp di impianto, genera mediamente 1.400 kWh/anno.

Caratteristiche del tetto: Il tetto è orientato a est, con inclinazione di 25° e 25 m² disponibili. Non ci sono ombreggiamenti significativi.

Calcolo della produzione:
Con un orientamento a est, la produzione si riduce del 10-15% rispetto a un’esposizione ottimale a sud. Assumendo una perdita del 12%, ogni kWp produrrebbe:
1.400 kWh/kWp – 12% = 1.232 kWh/kWp all’anno.

Calcolo della potenza necessaria:
Per coprire il consumo diurno abbiamo bisogno di:
Potenza necessaria = 2.520 kWh / 1232 kWh/kWp ≈ 2 kWp.

Quindi, teoricamente, con 2 kWp di impianto, andremmo a sopperire al 60% di energia prelevata dalla rete.
Nella pratica, però, non è così: anche di giorno abbiamo diversi picchi di produzione e di consumi e quando questi non coincidono, preleviamo o immettiamo in rete.
Il consiglio è di raddoppiare la potenza necessaria teorica che abbiamo calcolato, per sopperire a queste variazioni.

Abbiamo, in conclusione, che la valutazione del fabbisogno energetico è stimata a 4kWp di impianto per poter risparmiare circa il 60% di energia prelevata dalla rete.

I calcoli restano indicativi: un sopralluogo tecnico è essenziale per valutare inclinazione, ombreggiamenti e compatibilità strutturale, e importante resta anche la tipologia di materiale dell’impianto che si sceglierà.

Un impianto su misura per il tuo futuro energetico

Valutare il proprio fabbisogno energetico e le caratteristiche dell’immobile è il primo passo verso un impianto fotovoltaico efficiente e sostenibile.
Un dimensionamento accurato, supportato da strumenti di simulazione e sopralluoghi tecnici, garantisce un investimento consapevole e duraturo. Ricorda: ogni abitazione è unica, e la scelta dell’impianto deve riflettere le tue esigenze quotidiane e il contesto ambientale.

Se questo articolo ti ha aiutato a chiarire i primi passi per valutare il tuo impianto, non perdere il prossimo capitolo della guida! Scoprirai le diverse tipologie di impianti fotovoltaici.

Vuoi rivedere i concetti chiave finora? Torna all’articolo generale per una panoramica completa.

Restate connessi per il prossimo approfondimento!

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