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Impianti Fotovoltaici su Edifici: Normativa e Procedure

impianto fotovoltaico domestico installato su tetto a falde con pannelli orientati al sole

Tutto ciò che devi sapere per installare un impianto fotovoltaico su tetto o come integrazione dell’edificio

Gli impianti fotovoltaici montati su edifici o integrato (BIPV, Building-Integrated Photovoltaics) rappresenta una delle soluzioni più efficaci e diffuse per produrre energia pulita a livello residenziale, commerciale e industriale. Che si tratti di un’abitazione privata, di un capannone industriale o di un condominio, l’installazione di pannelli fotovoltaici su strutture esistenti offre numerosi vantaggi: riduzione dei costi energetici, minore impatto ambientale e, in molti casi, un miglioramento estetico dell’edificio. Tuttavia, per realizzare un impianto fotovoltaico su tetto o integrato, è fondamentale conoscere le normative di riferimento, i vincoli da rispettare e le procedure autorizzative previste dalla legge italiana.

In questo articolo, forniremo una panoramica generale sulle principali normative e procedure necessarie per installare un impianto fotovoltaico su una struttura, evidenziando gli aspetti fondamentali da considerare durante la fase progettuale. L’obiettivo è offrire una guida introduttiva per chi desidera familiarizzare con i concetti base e le fasi principali della realizzazione di un impianto, senza entrare nei dettagli delle specifiche normative regionali o procedurali.

Cosa si Intende per Fotovoltaico su Tetti e Fotovoltaico Integrato?

Il fotovoltaico montato su tetti è la soluzione più comune per chi desidera produrre energia pulita senza occupare ulteriore spazio a terra. In questo caso, i pannelli fotovoltaici vengono installati sopra la copertura dell’edificio, fissati su strutture di supporto che ne garantiscono la stabilità e l’inclinazione ottimale per catturare la luce solare. Questa tipologia di impianto è adatta a una vasta gamma di edifici, dalle case unifamiliari ai capannoni industriali.

Il fotovoltaico integrato, noto anche come BIPV (Building-Integrated Photovoltaics), rappresenta un’evoluzione del fotovoltaico tradizionale. In questo caso, i moduli fotovoltaici non sono semplicemente montati sul tetto, ma diventano parte integrante dell’edificio. Possono essere utilizzati come tegole fotovoltaiche, facciate fotovoltaiche e vetri fotovoltaici.

Il BIPV è particolarmente apprezzato per il suo design innovativo e per la capacità di integrare l’impianto fotovoltaico in modo armonioso nell’architettura dell’edificio. Tuttavia, richiede una progettazione più complessa e un’attenzione maggiore ai dettagli tecnici e normativi.

confronto tra impianto fotovoltaico montato su tetto e sistema BIPV integrato nella facciata dell'edificio

Vincoli da Rispettare

Prima di avviare un progetto di fotovoltaico su tetto o integrato, è fondamentale verificare i vincoli normativi che potrebbero influenzare la realizzazione dell’impianto. Questi vincoli possono variare a seconda della localizzazione dell’edificio e delle caratteristiche del territorio.

Se l’edificio si trova in un’area soggetta a vincolo paesaggistico (ad esempio, zone panoramiche, coste, laghi, fiumi o centri storici), è necessario ottenere un’autorizzazione specifica dalla Soprintendenza competente, salvo che il progetto rientri nelle ipotesi di ‘edilizia libera’ previste dalla normativa locale, a condizione che vengano rispettati i requisiti di integrazione paesaggistica e urbanistica. In questi casi, l’impianto deve integrarsi armoniosamente con il paesaggio circostante, rispettando linee guida precise per minimizzare l’impatto visivo. Ad esempio, i moduli non devono essere visibili da spazi pubblici esterni e devono essere progettati in modo da non alterare il profilo architettonico dell’edificio.

Le norme urbanistiche locali, definite dal Piano Regolatore Generale (PRG) o dal Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune, possono prevedere limitazioni sull’altezza delle strutture, sulle distanze dalle abitazioni e sulle modalità di installazione. È quindi essenziale consultare il PRG o il PUG prima di avviare il progetto, per verificare che l’edificio sia idoneo all’installazione di un impianto fotovoltaico.

A livello strutturale, l’edificio deve essere in grado di supportare il peso dei moduli fotovoltaici e delle strutture di supporto e, in alcuni casi, potrebbe essere necessario rinforzare il tetto o la facciata per garantire la stabilità dell’impianto. Inoltre, è fondamentale rispettare le norme di sicurezza antincendio, definite dal Decreto Ministeriale 37/2008, che regola l’installazione degli impianti elettrici.

Decreti di Riferimento

La normativa italiana per l’installazione di impianti fotovoltaici su strutture è regolata da diversi decreti e leggi, che definiscono le procedure autorizzative e i criteri per l’integrazione paesaggistica e strutturale.

  • Uno dei decreti più importanti è il Decreto Legislativo n. 28/2011, che disciplina le procedure autorizzative per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, compresi quelli fotovoltaici. Questo decreto ha introdotto una serie di semplificazioni, soprattutto per gli impianti di piccola taglia, rendendo più accessibile l’installazione di pannelli fotovoltaici su tetti e strutture esistenti.
  • Il Decreto Legge n. 13/2023, che ha ulteriormente semplificato le procedure per gli impianti fino a 20 kW, equiparandoli a interventi di manutenzione ordinaria. Questo significa che, per impianti di piccola taglia, non è più necessario ottenere autorizzazioni specifiche, purché siano rispettati i vincoli paesaggistici e urbanistici.
  • Un altro decreto fondamentale, il Decreto Ministeriale 10 settembre 2010, definisce i criteri per l’integrazione paesaggistica degli impianti, garantendo che questi si integrino armoniosamente con il territorio circostante. Questo decreto è particolarmente rilevante per gli impianti fotovoltaici integrati (BIPV), che devono rispettare requisiti estetici e architettonici più stringenti. Per questi ultimi, è importante considerare anche le disposizioni del successivo Decreto Ministeriale 30 giugno 2022, che ha aggiornato e integrato i criteri di integrazione paesaggistica per i sistemi fotovoltaici, introducendo nuove indicazioni tecniche e normative per la corretta progettazione degli impianti BIPV.
  • Infine, è importante menzionare il Decreto Rilancio (DL 73/2020), che ha introdotto ulteriori semplificazioni amministrative per gli impianti fotovoltaici, compresi incentivi finanziari e facilitazioni procedurali per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili a livello nazionale.
progettista con caschetto e pettorina controlla installazione pannelli fotovoltaici su tetto assistito da tecnici

Procedure Autorizzative

  • Per impianti fotovoltaici con potenza fino a 20 kW, le procedure sono particolarmente snelle. Infatti non è necessario presentare alcuna domanda o richiesta di autorizzazione specifica, ma è sufficiente inviare una comunicazione al Comune (o alla Regione, a seconda delle normative locali) per avviare i lavori. Questa semplificazione è stata introdotta dal Decreto Legge n. 13/2023, che equipara gli impianti fino a 20 kW a interventi di manutenzione ordinaria. Tuttavia, è consigliabile verificare con il Comune di appartenenza eventuali obblighi di comunicazione preventiva, soprattutto se l’edificio si trova in aree soggette a vincoli paesaggistici o urbanistici particolari.
  • Per impianti con potenza compresa tra 20 kW e 50 kW, è necessaria una Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata (DILA), che deve essere presentata al Comune o alla Regione. La DILA richiede una documentazione tecnica di base, tra cui planimetrie, schemi dell’impianto e una dichiarazione di conformità alle norme tecniche e di sicurezza. Anche in questo caso, se l’edificio si trova in zone monumentali o con vincoli paesaggistici particolari, potrebbero essere richieste autorizzazioni supplementari o specifiche valutazioni da parte delle autorità competenti.
  • Per impianti superiori a 50 kW, è spesso richiesta una Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), che prevede una documentazione tecnica più dettagliata, inclusa una relazione paesaggistica e, in alcuni casi, uno Studio di Impatto Ambientale (SIA).

Agenzia Delle Dogane: Obblighi e Responsabilità

Un impianto fotovoltaico deve essere registrato presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) quando soddisfa specifici requisiti relativi alla produzione di energia elettrica, in particolare quando rientra nella definizione normativa di officina di produzione di energia elettrica o, più comunemente chiamata, officina elettrica.

Secondo la normativa italiana, un’officina elettrica è un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili con una potenza di picco superiore a 20 kW, dedicato all’autoconsumo. Questo significa che se l’impianto fotovoltaico produce energia per autoconsumo e supera i 20 kW, è obbligatorio fare una denuncia di apertura di officina elettrica presso l’Agenzia delle Dogane del territorio competente, indipendentemente dalla quota di energia ceduta alla rete.

Questo obbligo nasce dal fatto che, in Italia, le accise sull’energia elettrica sono normalmente pagate dai produttori di energia. Tuttavia, nel caso dell’autoconsumo, il produttore è anche il consumatore, e quindi deve pagare le accise sull’energia autoconsumata.

Per impianti con potenza inferiore a 20 kW – che non superano le soglie di autoconsumo o che rientrano nei regimi semplificati – potrebbe non essere necessaria la denuncia, anche se in alcuni casi è richiesta una comunicazione all’Agenzia delle Dogane per l’applicazione delle accise.

due installatori con caschetto fissano un pannello fotovoltaico su tetto a falda coperto da tegole

Il fotovoltaico montato su tetti o integrato negli edifici rappresenta una soluzione efficace e sostenibile per produrre energia pulita a livello residenziale, commerciale e industriale, senza avere consumo di suolo.

Grazie alle procedure semplificate introdotte dalla normativa italiana, installare un impianto fotovoltaico su una struttura esistente è oggi più accessibile che mai.

Se stai valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico, il primo passo è affidarsi a professionisti qualificati per la progettazione e l’installazione, in modo da garantire che il tuo impianto sia efficiente, sicuro e conforme alle leggi.

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