Tutto ciò che devi sapere per installare un impianto eolico di grossa taglia
Gli Impianti Eolici di Grossa Taglia e gli Offshore rappresentano il futuro della produzione di energia rinnovabile su larga scala. Questi impianti, grazie alla loro elevata potenza, possono contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e alla transizione energetica dell’Italia. Tuttavia, la realizzazione di progetti di questa portata richiede una pianificazione accurata e il rispetto di normative complesse, che riguardano aspetti paesaggistici, ambientali e autorizzativi.
In questo articolo, forniremo una panoramica generale sulle principali normative e procedure necessarie per installare un impianto eolico di grossa taglia, evidenziando gli aspetti fondamentali da considerare durante la fase progettuale. L’obiettivo è offrire una guida introduttiva per chi desidera familiarizzare con i concetti base e le fasi principali della realizzazione di un impianto, senza entrare nei dettagli delle specifiche normative regionali o procedurali.
Cosa si Intende per Eolico di Grossa Taglia e Offshore?
Gli impianti eolici di grossa taglia hanno una potenza generalmente superiore a 1 MW e sono caratterizzati da turbine di grandi dimensioni, con altezze che possono superare i 100 metri. Questi impianti sono progettati per soddisfare esigenze energetiche su larga scala, come l’alimentazione di intere città o distretti industriali. A differenza degli impianti di piccola e media taglia, che spesso vengono utilizzati per l’autoconsumo o per piccole comunità energetiche, gli impianti di grossa taglia sono destinati alla produzione di energia per la rete nazionale.
L’eolico offshore, invece, prevede l’installazione di turbine in mare, spesso a diverse miglia dalla costa. Questi impianti sfruttano i venti più costanti e potenti delle aree marine, garantendo una produzione di energia più elevata e costante rispetto agli impianti onshore. L’eolico offshore è particolarmente adatto per paesi come l’Italia, che dispongono di un’estesa costa e di un potenziale eolico marino significativo.

Decreti di Riferimento
La normativa per l’installazione di impianti eolici di grossa taglia e offshore è regolata da diversi decreti e leggi, definendo le procedure e i criteri.
Tra i decreti più importanti troviamo il Decreto Legislativo n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), che definisce i requisiti per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria per tutti gli impianti superiori a 1 MW. La VIA include uno studio di impatto ambientale e una consultazione pubblica, con l’obiettivo di garantire che l’impianto non abbia un impatto significativo sull’ambiente, sia in termini di biodiversità che di paesaggio.
Un altro decreto fondamentale è il Decreto Legislativo n. 59/2021, unitamente al quadro normativo che introduce il regime delle ‘Zone Strategiche ‘ (definite nel PNRR), che stabilisce le normative specifiche per l’eolico offshore, inclusi i criteri per l’installazione di turbine in mare. Il decreto prevede che gli impianti offshore debbano rispettare le normative per le acque territoriali e la Zona Economica Esclusiva (ZEE). Oltretutto devono ottenere autorizzazioni da parte dell’Autorità di Sistema Portuale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Questi decreti, insieme alle normative regionali, costituiscono il quadro normativo di riferimento per l’installazione di impianti eolici di grossa taglia in Italia.
Infine, il PNIEC stabilisce un target ambizioso di 5 GW di capacità offshore entro il 2030, che comprende sia tecnologie fisse sia soluzioni galleggianti, condizionato dall’evoluzione delle normative e degli investimenti.
È fondamentale, quindi, monitorare gli aggiornamenti normativi e le prassi amministrative a livello regionale per una pianificazione accurata dei progetti.
Vincoli da Rispettare
L’installazione di impianti eolici di grossa taglia e offshore deve rispettare una serie di vincoli specifici, che possono variare a seconda della localizzazione dell’impianto e delle caratteristiche del territorio. Questi vincoli sono stabiliti per garantire che l’impianto non abbia un impatto negativo sul paesaggio, sull’ambiente e sulle attività umane.
Se l’impianto è situato in aree soggette a vincolo paesaggistico è necessario ottenere un’autorizzazione specifica dalla Soprintendenza competente. L’impianto deve integrarsi armoniosamente con il territorio circostante, rispettando le linee guida per l’integrazione.
Gli impianti eolici di grossa taglia e offshore non possono essere ubicati in aree protette, come parchi nazionali, riserve naturali o siti della rete Natura 2000. Queste aree sono soggette a rigide normative per la conservazione della biodiversità, e l’installazione di turbine eoliche potrebbe avere un impatto significativo sulla fauna, in particolare sugli uccelli e sui pipistrelli. Per questo motivo, è fondamentale condurre uno studio preliminare per valutare l’impatto ambientale dell’impianto. Per gli impianti offshore, è altresì importante esaminare l’impatto sulla fauna marina.
Infine, l’impianto deve rispettare le norme urbanistiche locali, che in alcune Regioni impongono vincoli specifici, ad esempio distanze minime dagli insediamenti abitativi (solitamente nell’ordine di 500-1000 metri), influenzando così la scelta del sito e la fattibilità del progetto. È quindi fondamentale consultare il Piano Regolatore Generale (PRG) o il Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune prima di avviare il progetto.
Gli impianti offshore, inoltre, devono rispettare le normative per le acque territoriali e la Zona Economica Esclusiva (ZEE), oltre a ottenere autorizzazioni da parte dell’Autorità di Sistema Portuale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È necessario garantire che l’impianto non interferisca con le rotte di navigazione o con le attività di pesca, e che sia compatibile con gli ecosistemi marini.

Procedure Autorizzative
Le procedure autorizzative per impianti eolici di grossa taglia e offshore sono complesse e includono diversi passaggi, che possono variare a seconda della localizzazione dell’impianto e delle caratteristiche del progetto.
Per tutti gli impianti superiori a 1 MW, è obbligatorio presentare uno Studio di Impatto Ambientale (SIA) , che deve essere approvato dal Ministero dell’Ambiente . Lo SIA include una valutazione dettagliata dell’impatto ambientale dell’impianto, sia in termini di biodiversità che di paesaggio.
Prima dell’approvazione del progetto, è necessario organizzare una consultazione pubblica per raccogliere pareri e osservazioni da parte delle comunità locali. La consultazione pubblica è un passaggio fondamentale per garantire la trasparenza del processo decisionale e per coinvolgere le comunità interessate.
Per l’offshore, è necessario ottenere autorizzazioni da parte dell’Autorità di Sistema Portuale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Queste autorizzazioni garantiscono che l’impianto non interferisca con le rotte di navigazione o con le attività di pesca. Inoltre, è necessario ottenere un’autorizzazione specifica per l’uso delle acque territoriali o della Zona Economica Esclusiva (ZEE).
Tempistiche per la Presentazione delle Domande
Le tempistiche per la presentazione delle domande e l’approvazione dei progetti di eolico di grossa taglia e offshore possono variare notevolmente a seconda della complessità del progetto e delle procedure autorizzative richieste.
Per impianti onshore, le tempistiche per le autorizzazioni variano in base alla complessità del progetto, oscillando generalmente da 6 a 12 mesi, soprattutto se è richiesta una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) . In questi casi, è necessario pianificare con anticipo l’iter autorizzativo, considerando anche i tempi necessari per la progettazione, l’acquisto delle attrezzature e l’installazione dell’impianto.
Per l’offshore, i tempi di approvazione possono essere ancora più lunghi, spesso superiori ai 12 mesi, a causa della complessità delle procedure autorizzative e della necessità di ottenere pareri da parte di diversi enti, tra cui l’Autorità di Sistema Portuale e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Inoltre, è fondamentale considerare che la connessione alla rete elettrica nazionale rappresenta una sfida critica per gli impianti offshore, richiedendo investimenti significativi in infrastrutture di trasmissione e distribuzione e tempi di implementazione che possono incidere notevolmente sulla fattibilità economica del progetto.

L’eolico di grossa taglia e offshore rappresenta una soluzione chiave per la transizione energetica dell’Italia. Grazie alla loro elevata potenza, questi impianti possono contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC. Tuttavia, è fondamentale rispettare le normative complesse e consultare esperti del settore per garantire il successo del progetto.
Se stai valutando questa opzione, assicurati di seguire attentamente le procedure autorizzative e di consultare un esperto per ottenere il massimo dal tuo investimento. Con le giuste informazioni e il supporto adeguato, potrai realizzare un progetto sostenibile e vantaggioso per te e per l’ambiente.

