Come funziona la fissione nucleare e perché può essere una delle risposte alla crisi energetica
L’energia nucleare a fissione rappresenta oggi una delle fonti più efficienti e discusse nel panorama energetico mondiale.
Da una parte, la fissione nucleare offre un contributo fondamentale alla riduzione delle emissioni di CO₂ e alla produzione stabile di elettricità. Dall’altra, suscita preoccupazioni legate alla gestione dei rifiuti radioattivi e alla sicurezza degli impianti.
È importante sottolineare che in questo articolo ci concentreremo specificamente sulla tecnologia di fissione nucleare, che è attualmente operativa su vasta scala, piuttosto che sulla fusione nucleare, che rappresenta una promettente ma ancora sperimentale alternativa futura.
Come funziona una centrale nucleare a fissione?
La fissione nucleare è il processo mediante il quale il nucleo di un atomo pesante, come l’uranio-235, viene colpito da un neutrone, provocando la sua divisione in due nuclei più piccoli. Questa reazione rilascia una grande quantità di energia sotto forma di calore e libera ulteriori neutroni, che innescano altre fissioni in una reazione a catena controllata.
In una centrale nucleare, il combustibile fissile è contenuto in barre di combustibile immerse in acqua all’interno del reattore. L’acqua ha una doppia funzione: rallenta i neutroni per favorire la fissione e agisce come fluido di raffreddamento, assorbendo il calore generato. Il calore prodotto dalla reazione nucleare trasforma l’acqua in vapore, che viene convogliato verso turbine collegate a generatori elettrici. Una volta utilizzato, il vapore viene raffreddato e riportato allo stato liquido attraverso un condensatore, per poi essere reimmesso nel circuito.
Qui entra in gioco un aspetto cruciale: I moderni reattori nucleari sono progettati con molteplici sistemi di sicurezza, come ad esempio:
- le barre di controllo, composte da materiali che assorbono neutroni, che possono essere inserite nel reattore per rallentare o fermare la reazione a catena in caso di necessità.
- i sistemi di raffreddamento d’emergenza, progettati per funzionare anche in assenza di energia elettrica esterna, garantendo che il reattore rimanga sicuro in ogni situazione.
Non è solo una questione di tecnologia avanzata, ma anche di pianificazione meticolosa. Questi sistemi, uniti a un monitoraggio costante, rendono le centrali nucleari moderne tra le infrastrutture energetiche più sicure al mondo.
Il ciclo di vita del combustibile nucleare: dall’estrazione al riutilizzo
Il combustibile nucleare segue un ciclo complesso che inizia con l’estrazione dell’uranio dalle miniere. Dopo l’estrazione, l’uranio viene raffinato e arricchito per aumentare la concentrazione di uranio-235, l’isotopo fissile necessario per la reazione di fissione. Una volta preparato, il combustibile viene fabbricato sotto forma di pastiglie ceramiche che vengono assemblate in barre di combustibile e caricate nel reattore.
Dopo anni di utilizzo, il combustibile esausto viene quindi rimosso e temporaneamente stoccato in piscine d’acqua all’interno delle centrali, dove il calore residuo viene dissipato. Successivamente, può essere trasferito in contenitori a secco, strutture progettate per garantire sicurezza a lungo termine.
Alcuni paesi, come la Francia e il Giappone, adottano il riprocessamento del combustibile esausto, un processo che estrae materiali riutilizzabili come il plutonio per nuovi cicli di utilizzo. Questo approccio riduce la quantità di rifiuti prodotti e massimizza l’efficienza del combustibile.
Tuttavia, la gestione dei rifiuti nucleari rimane una delle principali sfide del settore. Soluzioni innovative, come i reattori a neutroni veloci e i depositi geologici profondi, sono in fase di sviluppo per affrontare questo problema in modo sicuro e sostenibile.

Vantaggi dell’energia nucleare
L’energia nucleare offre numerosi vantaggi che la rendono una soluzione promettente per il futuro. Uno dei principali benefici è la bassa emissione di CO₂, un fattore chiave per la lotta contro il cambiamento climatico. Secondo il report Climate Change and Nuclear Power 2022 dell’IAEA, negli ultimi cinque decenni l’energia nucleare ha evitato l’emissione cumulativa di circa 70 gigatonnellate di CO₂ e continua a evitare oltre 1 gigatonnellata di CO₂ ogni anno.
Un altro punto di forza è l’affidabilità della produzione di energia. A differenza delle fonti rinnovabili, che dipendono da condizioni meteorologiche, le centrali nucleari garantiscono una fornitura continua di elettricità. Secondo Nuclear Power in the World Today della World Nuclear Association, molti reattori nucleari operano con un fattore di capacità medio superiore al 90%, garantendo così una fornitura costante e stabile di elettricità.
La densità energetica del combustibile nucleare è straordinariamente elevata: un singolo chilogrammo di uranio-235 può generare la stessa quantità di energia di migliaia di tonnellate di carbone. Ciò significa che il nucleare richiede meno risorse e meno logistica rispetto ai combustibili fossili.
Infine, rispetto alle altre fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, il nucleare necessita di meno superficie per generare grandi quantità di elettricità, risultando quindi più vantaggioso in termini di utilizzo del territorio.
L’energia nucleare nel mondo: numeri, dati ed esempi di successo
Attualmente, oltre 440 reattori nucleari sono operativi in più di 30 paesi, coprendo circa il 10% della produzione elettrica globale. La Francia è un esempio emblematico: circa il 70% della sua energia elettrica proviene dal nucleare, garantendo indipendenza energetica e basse emissioni. Negli Stati Uniti, la più grande flotta di reattori al mondo produce circa il 19% dell’elettricità nazionale.
In Asia, la Cina sta ampliando rapidamente il suo parco nucleare con numerosi nuovi reattori, riducendo la dipendenza dal carbone. Anche la Corea del Sud ha fatto del nucleare un pilastro della sua strategia energetica, mentre il Giappone, dopo il disastro di Fukushima, sta riavviando gradualmente i reattori con standard di sicurezza più rigorosi.

Verso un futuro energetico sostenibile: il nucleare come parte della soluzione
Nonostante i suoi evidenti vantaggi, il nucleare fatica ancora a ottenere il pieno consenso dell’opinione pubblica. La paura legata agli incidenti passati e la difficoltà nel comunicare in modo efficace la sicurezza delle moderne tecnologie hanno rallentato lo sviluppo del settore in alcuni paesi. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che l’energia nucleare rimane tra le fonti più sicure al mondo in termini di mortalità per unità di energia prodotta.
Uno studio condotto dal Goddard Institute for Space Studies, ha stimato che, dal 1971 al 2009, l’energia nucleare ha prevenuto circa 1,84 milioni di morti che sarebbero altrimenti avvenute a causa dell’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di combustibili fossili. Inoltre, gli autori stimano che, sostituendo su larga scala i combustibili fossili con l’energia nucleare, entro il 2050 si potrebbero evitare ulteriori 7 milioni di decessi.
Per affrontare la crisi climatica e garantire una produzione stabile di energia, è fondamentale investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie nucleari. Un esempio sono i reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) e i reattori a sale fuso, che promettono di migliorare ulteriormente la sicurezza e l’efficienza. Se adeguatamente integrato con le fonti rinnovabili, il nucleare potrebbe rappresentare una delle soluzioni più efficaci per garantire un futuro energetico sostenibile e a basse emissioni di carbonio.
Il futuro dell’energia è una sfida complessa, ma con il giusto equilibrio tra innovazione, sicurezza e collaborazione globale, il nucleare può essere una delle chiavi per vincerla.

