Portale Autoconsumo Diffuso – Credit: gse.it
Dalle Comunità Energetiche ai Condomini Sostenibili: Tutte le Soluzioni di Autoconsumo Diffuso per Produrre e Condividere Energia Verde
L’autoconsumo diffuso è un modello innovativo di produzione e consumo energetico che permette a cittadini, imprese e enti pubblici di produrre, condividere e utilizzare energia da fonti rinnovabili in modo collettivo e decentralizzato. A differenza dei tradizionali sistemi energetici centralizzati, dove l’energia viene prodotta in grandi centrali e distribuita attraverso la rete, l’autoconsumo diffuso si basa su una logica di prossimità: l’energia viene generata localmente, spesso attraverso impianti fotovoltaici, e consumata direttamente dai produttori o condivisa con altri utenti vicini.
Questo modello non solo riduce i costi energetici per i partecipanti, ma contribuisce anche a ottimizzare l’uso della rete elettrica, riducendo le perdite di trasmissione e migliorando l’efficienza del sistema. Inoltre, l’autoconsumo diffuso promuove la transizione verso fonti rinnovabili, riducendo le emissioni di CO2 e contrastando il cambiamento climatico.
Grazie alle recenti normative europee e italiane, come il Decreto Milleproroghe e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l’autoconsumo diffuso è diventato accessibile a un numero sempre maggiore di utenti, offrendo diverse configurazioni per adattarsi alle esigenze di cittadini, condomini, aziende e comunità locali.
Il Contesto Normativo e le Direttive Europee
L’autoconsumo diffuso trova le sue radici nelle direttive europee RED II (Renewable Energy Directive 2018/2001) e IEMD (Internal Energy Market Directive 2019/944), che promuovono la decentralizzazione del sistema energetico e il coinvolgimento attivo dei cittadini. L’Italia, con il Decreto Legislativo 199/2021, ha recepito queste direttive, introducendo nuove configurazioni per l’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche.
Il Decreto Milleproroghe, entrato in vigore il 24 gennaio 2024, ha definito le modalità di accesso agli incentivi per l’autoconsumo diffuso, stabilendo due misure principali: una tariffa incentivante sull’energia condivisa, riconosciuta per 20 anni e applicabile fino al raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata, e un contributo in conto capitale (fino al 40% dei costi) per gli impianti inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo nei comuni con meno di 5.000 abitanti.
Queste misure rappresentano un’opportunità unica per cittadini, imprese e enti locali di partecipare attivamente alla transizione energetica, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità ambientale.
Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha messo a disposizione un portale dedicato, che permette di gestire le pratiche, monitorare i consumi e accedere agli incentivi previsti dalle normative. Questo strumento rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi vuole avvicinarsi all’autoconsumo diffuso, semplificando i processi burocratici e garantendo trasparenza.

Le Configurazioni per l’Autoconsumo Diffuso
L’autoconsumo diffuso si declina in sette configurazioni, ognuna con caratteristiche specifiche e requisiti particolari. Queste configurazioni sono state introdotte per rispondere alle diverse esigenze dei partecipanti, permettendo a chiunque di trovare la soluzione più adatta al proprio contesto.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono soggetti giuridici senza scopo di lucro, composti da cittadini, piccole e medie imprese, enti locali e altri attori del territorio. L’obiettivo principale di una CER è fornire benefici ambientali, economici o sociali ai propri membri, condividendo energia prodotta da fonti rinnovabili.
Per costituire una CER, è necessario che ci siano almeno due membri e due punti di connessione (uno per consumo, uno per produzione). Gli impianti di produzione devono essere ubicati sotto la stessa cabina primaria (detta anche cabina ad alta tensione) e avere una potenza massima di 1 MW. La comunità deve essere autonoma e aperta a nuovi membri, con una partecipazione volontaria.
I vantaggi delle CER includono l’accesso a incentivi come la tariffa premio (fino a 120 €/MWh) e contributi PNRR (fino al 40% dei costi per impianti in comuni sotto i 5.000 abitanti). Inoltre, le CER permettono di ridurre le bollette e contrastare la povertà energetica, con la possibilità di reinvestire i proventi in progetti sociali o ambientali.
Esempio: Una comunità di un piccolo comune che installa impianti fotovoltaici e condivide l’energia prodotta tra i membri, inclusi abitanti e piccole attività locali. La comunità beneficia di incentivi statali, come la tariffa premio, e usa i guadagni per finanziare progetti sociali o di sviluppo locale.
Gruppi di Autoconsumatori di Energia Rinnovabile
I Gruppi di Autoconsumatori di Energia Rinnovabile sono composti da almeno due membri (consumatori e/o produttori) che condividono energia nello stesso edificio o condominio. A differenza delle CER, non è necessario costituire un soggetto giuridico, ma è sufficiente un contratto privato tra i membri.
I membri devono essere titolari di punti di connessione ubicati nello stesso edificio o condominio, e gli impianti di produzione possono essere situati nell’edificio o in aree vicine, purché sotto la stessa cabina primaria. È necessario designare un Referente (es. amministratore di condominio) per la gestione della configurazione.
I vantaggi di questa configurazione includono l’accesso a incentivi simili a quelli delle CER, come il rimborso tariffario e la tariffa premio sull’energia condivisa. Inoltre, i membri possono recedere in qualsiasi momento, con eventuali corrispettivi concordati.
Esempio: Un condominio che installa un impianto fotovoltaico sul tetto e consente ai residenti di condividere l’energia prodotta tra le loro abitazioni. Non c’è bisogno di una struttura legale per il gruppo, ma ogni residente partecipa alla gestione dell’energia in base ai consumi.
Gruppi di Clienti Attivi
I Gruppi di Clienti Attivi sono simili ai Gruppi di Autoconsumatori, ma senza vincoli sull’uso di fonti rinnovabili. Questa configurazione è ideale per chi vuole condividere energia prodotta da qualsiasi fonte, non necessariamente rinnovabile.
Per partecipare, è necessario che ci siano almeno due membri e due punti di connessione, con impianti ubicati nello stesso edificio o in aree vicine, sotto la stessa cabina primaria.
I vantaggi principali sono la flessibilità nella scelta della fonte energetica e la riduzione degli oneri di rete (circa 10 €/MWh). Tuttavia, non sono previsti incentivi specifici per questa configurazione.
Esempio: Un complesso industriale dove più aziende condividono energia prodotta da una centrale termoelettrica comune, ma senza obbligo di utilizzare energia rinnovabile.
Autoconsumatore Individuale di Energia Rinnovabile “a Distanza” con Linea Diretta
L’Autoconsumatore Individuale a Distanza è un singolo cliente finale che autoconsuma energia prodotta da impianti collegati direttamente al suo sito.
L’energia viaggia attraverso una linea elettrica privata, costruita appositamente tra l’impianto di produzione e il punto di consumo, e quindi per questa configurazione è necessario un collegamento fisico entro 10 km, con impianti ubicati in aree nella piena disponibilità del cliente.
Questo permette di evitare alcuni costi legati agli oneri di rete perché, appunto, non utilizza la rete pubblica di distribuzione. Tra i vantaggi è inclusa anche la valorizzazione dell’energia immessa in rete ma, tuttavia, non è previsto l’accesso ai contributi PNRR.
Esempio: Un’azienda possiede un impianto fotovoltaico su un terreno distante 8 km dalla sua sede e costruisce un cavo dedicato per trasportare l’energia direttamente.
Autoconsumatore Individuale di Energia Rinnovabile “a Distanza” che Utilizza la Rete di Distribuzione
Questa configurazione è simile alla precedente, ma utilizza la rete pubblica per condividere l’energia.
È necessario che ci sia un solo cliente finale con pieno controllo degli impianti, ubicati nella stessa cabina primaria.
I vantaggi principali sono la flessibilità nella localizzazione degli impianti e il risparmio in bolletta. Anche in questo caso, non è previsto l’accesso ai contributi PNRR.
Esempio: Un’azienda ha un impianto fotovoltaico su un capannone distante 20 km dalla sede. Non può costruire una linea diretta, quindi immette l’energia nella rete pubblica e la preleva dalla sua utenza.
Cliente Attivo “a Distanza” che Utilizza la Rete di Distribuzione
Il Cliente Attivo a Distanza è una configurazione simile all’autoconsumatore individuale, ma senza vincoli sull’uso di fonti rinnovabili.
È necessario che ci sia un solo cliente finale con pieno controllo degli impianti, ubicati nella stessa cabina primaria.
I vantaggi principali sono la flessibilità nella scelta della fonte energetica e la riduzione degli oneri di rete (circa 10 €/MWh). Tuttavia, non sono previsti incentivi specifici.
Esempio: Un’azienda agricola con un impianto fotovoltaico su un terreno distante dalla propria sede (a circa 15 km) che immette l’energia nella rete e la preleva direttamente dal proprio punto di consumo. L’energia viene gestita dalla rete di distribuzione pubblica, ma la connessione alla stessa cabina primaria consente di ridurre gli oneri di rete.
Comunità Energetiche dei Cittadini (CEC)
Le Comunità Energetiche dei Cittadini (CEC) sono configurazioni che permettono la condivisione di energia tra cittadini, aziende e enti pubblici, utilizzando fonti rinnovabili e non, senza vincoli di prossimità geografica.
Per costituire una CEC, è necessario che ci siano almeno due membri e due punti di connessione, con l’obiettivo principale di fornire benefici ambientali, economici o sociali.
I vantaggi principali sono la flessibilità nella scelta delle fonti energetiche. Tuttavia, non è previsto l’accesso ai contributi PNRR.
Esempio: Un gruppo di cittadini e aziende di diverse città che si associano per acquistare energia rinnovabile e condividerla tra di loro, anche se non vivono nella stessa area geografica. Ad esempio, cittadini di Milano e Torino che condividono l’energia prodotta da impianti eolici in Sardegna.
Tabella Riassuntiva delle Sette Configurazioni dell’Autoconsumo Diffuso

Le sette configurazioni per l’autoconsumo diffuso offrono una gamma di opzioni per adattarsi alle diverse esigenze di cittadini, imprese e enti pubblici. Ogni configurazione ha requisiti, vantaggi e svantaggi specifici, ma tutte condividono l’obiettivo di promuovere la transizione energetica, ridurre i costi e migliorare la sostenibilità ambientale.
Con il supporto delle normative europee e italiane, l’autoconsumo diffuso rappresenta un’opportunità concreta per costruire un futuro più verde e resiliente, dove cittadini e comunità diventano protagonisti attivi della rivoluzione energetica.

