Ecco cosa c’è da sapere sulla nuova asta MACSE, il meccanismo che cambierà il sistema elettrico nazionale
Il 30 settembre 2025, Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, aprirà le porte della prima Asta MACSE, un meccanismo innovativo per garantire 10 GWh di capacità di stoccaggio energetico entro il 2028.
L’obiettivo? Supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili non programmabili (come solare ed eolico) e stabilizzare la rete, specie nelle regioni del Centro-Sud e nelle isole.
La necessità urgente di accumuli emerge dai dati Terna: nel 2024, le ore con prezzi dell’energia sotto i 30 €/MWh sono state 88, contro i 57 nel 2023, fenomeno legato alla crescita delle rinnovabili (+7,5 GW attesi nel 2025). L’asta del 30 settembre non è un punto d’arrivo, ma il primo passo di un programma che punta a 71 GWh di capacità installata entro il 2031.
Questa gara sarà riservata esclusivamente per impianti del centro-sud. Terna ha annunciato che dopo il 2028 consulterà gli stakeholder, esperti, aziende e istituzioni, per definire i fabbisogni fino al 2031. Verranno intanto valutate le metodologie basate sulla riduzione del cosiddetto curtailment, il fenomeno che si verifica quando una parte dell’energia generata da fonti rinnovabili non può essere immessa nella rete elettrica e viene quindi “sprecata” o non utilizzata. Questo approccio dinamico riflette la volontà di integrare flessibilità e innovazione nel sistema, preparando il terreno a una gestione sempre più smart dell’energia.
Come funzionerà l’Asta MACSE?
Il MACSE (Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico) rappresenta un passo chiave per la transizione energetica italiana. È stato approvato dalla Commissione Europea a dicembre 2023 e definito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nel febbraio 2025. Il suo obiettivo è acquistare dai privati la capacità di stoccaggio energetico per garantire stabilità alla rete elettrica e favorire l’integrazione delle energie rinnovabili.
Per partecipare, gli operatori dovranno avere autorizzazioni definitive entro il 21 agosto 2025. Il meccanismo prevede un premio fisso annuo per i vincitori, calcolato a partire da 43.000 €/MWh. Il premio permetterà di coprire i costi di investimento e gestione, in cambio della messa a disposizione della capacità di accumulo.
Terna ha fissato regole stringenti: il contingente assegnato sarà il minore tra il fabbisogno nazionale (10 GWh) e l’80% della capacità autorizzata. Attualmente, però, la capacità disponibile è di 9 GWh, un gap che potrebbe ridursi con nuove autorizzazioni nei prossimi mesi. Secondo quanto emerso durante il convegno Key Energy, l’asta sarà seguita da altre gare per il periodo 2029–2031, a conferma dell’impegno a lungo termine del meccanismo.
Geografia dello stoccaggio: perché solo il Centro-Sud?
La capacità totale di questa gara sarà localizzata solo al centro sud, isole comprese, così ripartiti:
- 7 GWh nel sud Italia
- 1,5 GWh in Sicilia
- 1 GWh in Sardegna
Terna ha motivato questa distribuzione geografica attraverso una valutazione economica che considera la riduzione della generazione a gas e l’ottimizzazione delle rinnovabili. Questa ripartizione, infatti, rispecchia la maggiore esposizione di queste aree a rischi di instabilità della rete, legati sia alla crescita rapida delle rinnovabili (specie fotovoltaico ed eolico offshore) sia alla minore capacità di backup rispetto al Nord.
In particolare, Sicilia e Sardegna avranno un vincolo minimo di 0,5 GWh ciascuna. Le isole, infatti, sono soggette a fenomeni di congestione della rete e a una maggiore dipendenza dalla generazione termoelettrica a gas, che il MACSE mira a ridurre.
Il ruolo dei pompaggi idroelettrici
La gara del 30 settembre sarà riservata esclusivamente agli impianti di accumulo elettrochimico con batterie a ioni di litio ma Terna sta lavorando anche all’inclusione dei pompaggi idroelettrici. Questa tecnologia sfrutta due bacini idrici posti a quote diverse per immagazzinare e rilasciare energia elettrica:
- Durante i picchi di domanda o quando la produzione rinnovabile è insufficiente, l’acqua viene rilasciata dal bacino superiore a quello inferiore, azionando turbine idroelettriche che generano elettricità.
- Quando c’è eccesso di energia elettrica nella rete, l’energia viene utilizzata per pompare acqua dal bacino inferiore a quello superiore;
Ha una vita utile più lunga, 50 anni, molto superiore alle batterie a ioni di litio (12–14 anni), ma con tempi di realizzazione più lunghi, di circa 5-7 anni, più lunghi rispetto alle batterie (1–3 anni).
Entro marzo 2025, sarà avviata una consultazione pubblica per definire le regole di partecipazione, con un focus su interventi di riconversione di impianti esistenti.
Sfide e prospettive
Per gli operatori, la sfida sarà bilanciare investimenti e redditività. Il MACSE rappresenta un passo avanti verso la transizione energetica, ma la sua efficacia dipenderà dal monitoraggio dei prezzi dell’energia e dall’evoluzione tecnologica.
L’Asta MACSE segna un punto di svolta per il sistema energetico italiano. Tra innovazione normativa e pressione delle rinnovabili, il Paese punta a diventare un hub europeo per lo stoccaggio, con benefici ambientali ed economici. Ma il successo dipenderà dalla capacità di Terna e del governo di mantenere un equilibrio tra regole chiare e flessibilità, senza dimenticare le esigenze delle aree più critiche.

